EUPLOIA la mostra in Galleria SulMondo al Chiatamone

EUPLOIA
la mostra in Galleria SulMondo al Chiatamone

L’8 dicembre 2023 è stata inaugurata a Napoli, negli spazi della Galleria ‘Sulmondo’ di via Chiatamone 26, la mostra dedicata al percorso Euploia/Monte Echia_revealing the origin of Parthenope curato da Maria D’Ambrosio e Carla Langella per il progetto Materia Viva (promosso da F2Lab e Casa del Contemporaneo). “Una mostra che sperimenta un uso pienamente specifico di Arte e Design – dicono le curatrici – perché ogni oggetto svela e incarna parte della storia di Monte Echia, delle sue cave di tufo, della necropoli e fin su all’acropoli: luoghi individuati di interesse perché riferiti alle origini della città e al suo rapporto fondante e caratterizzante con il tufo”. In mostra infatti opere e progetti realizzati per Euploia e nati per rendere visibili le tracce di Parthenope e la matrice greca del quartiere di Chiaia, primo insediamento urbano sul Monte Echia cui si devono anche le prime cave di tufo a Cappella Vecchia e la Necropoli rinvenuta in corrispondenza di Via Nicotera 5 e 10 (di cui i reperti di vasellame conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dalla Famiglia Caputi).  La mostra accoglierà i visitatori in modo da ripercorrere il lavoro riavviato da Materia Viva (www.materia-viva.it) a maggio 2023 con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per il Comune di Napoli e la collaborazione del Dipartimento di Architettura della Federico II. 

La mostra si inserisce tra le iniziative per promuovere il progetto di restauro e valorizzazione che Materia Viva intende attivare per l’itinerario Cappella Vecchia / Rampe e giardino Caprioli /Necropoli di Via Nicotera / Acropoli di Monte Echia: progetto che si avvale della collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, insieme al patrocinio del Comune di Napoli con la I Municipalità e la sua Commissione Cultura. Dopo le passeggiate urbane tra Arte e Design realizzate lo scorso ottobre, Materia Viva con la mostra Euploia ora chiama a partecipare imprese ed altri partner che vogliano contribuire alla rigenerazione della parte più antica della città che è pure quella dove oggi sono insediate attività manufatturiere e produttive di altissima qualità che contribuiscono alle eccellenze del ‘made in Italy’. Opere emerse dallo studio dei documenti esistenti e dei materiali storici e archeologici relativi a Monte Echia perché si potesse avviare un lavoro di Arte Pubblica e Design per la Comunità da parte di artisti e designer coinvolti per una progettazione site specific. 

“La mostra è un altro passo per far conoscere questa parte della città e per creare maggiore interesse per la sua rigenerazione così da attivare persone e risorse necessarie per proseguire e dar forma agli interventi che restituiscano i luoghi ad una memoria viva. Le opere degli artisti e dei designer in mostra sono tutte legate all’itinerario denominato Euploia e svelano ognuna una parte della storia della fondazione di Parthenope diventando così simbolo dei racconti legati alla parte più antica della città e alle sue origini greche.  La mostra accolta negli spazi della galleria ‘sulmondo’ di via Chiatamone 26 sarà occasione per incontri seminariali e momenti di divulgazione e potrà essere anche lo spazio di accoglienza per chi vorrà fare la passeggiata urbana dalla cave di tufo di cappella vecchia fino al Monte Echia, come un museo aperto e diffuso, e poi ritrovare come in un bookshop sui generis e site specific gli oggetti che evocano i luoghi attraversati e il loro valore. 

 

INFO OPERE, ARTISTI E DESIGNER

A introdurre il percorso espositivo Euploia  che segna quello delle cave di tufo di Cappella Vecchia e quindi delle prime fabbriche di materiali da costruzione utilizzati per edificare il primo insediamento urbano, il tufo torna a brillare nei gioielli disegnati da nada for nada, Carla Langella con Francesca Liquori, Daniela Castiello, Laura Sasso, Fatemeh Fatipour e Veronica Sabino per esaltarne la preziosità e da Silvana Sferza che svela il potere beneaugurale di un talismano, proprio come Euploia che in greco suona come ‘buona navigazione’. Ed è giallo e poi anche nero quel tufo che torna nelle variazioni cromatiche di Sonia Riccio per rivelarne la natura piroclastica cangiante come le colate del magma da cui proviene. E di tufo pure la seduta di Pietro Trattino che propone una geometria elementare e una ripetizione che dice del taglio della pietra e delle sue molteplici e possibili lavorazioni e variazioni. 

Per varcare la soglia e inoltrarsi, come lungo la rampa e il giardino Caprioli per raggiungere la quota della necropoli di Via Nicotera, Noemi Saltalamacchia e le sue ‘anime’ di terracotta segnano quel ‘passaggio’ grazie alla presenza di animali che nell’antichità sono presenza simbolica che accompagna al regno ultraterreno. Mondo evocato anche grazie al design di Carla Langella con Benedetta Toledo, Chiara Scarpato, Desislava Ivanova, Mario Rainone, Giovanna Nichilò, Antonio Noviello e Alba Noviello che utilizza la forma di uno dei vasi rinvenuti nella necropoli di Via Nicotera come icona di accesso a quanto non è più visibile (il ritrovamento dei vasi e la loro riproduzione 3D fruibile online) che nella sapienza artigiana della Fonderia Nolana diventa gioiello e oggetto d’arredo insieme agli elementi di un’installazione di Jennifer Jean Kimbler, Sabrina Silvestri, Lorena Pirozzi, Carla Langella e Maria Caputo,  che si fanno ‘lucente presenza’ delle anime dei defunti e della memoria di cui sono patrimonio. Dai segni e dalle geometrie dei reperti ritrovati in via Nicotera deriva pure la visual identity di Euploia progettata da Maria Capasso e Annamaria del Prete, coordinate da Stefano Perrotta, con la collaborazione di Carla Langella, Viviana Saitto e Gabriella Galbiati.

In nome di quella memoria e di quel patrimonio, Salvatore Manzi ‘gioca’ con alcune variazioni dell’alfabeto cirenaico che eleva a simboli sacri perché siano segni in grado di legare alle origini greche di Parthenope e alla sua cultura millenaria. Lettere e segni di una cultura che tornano anche negli utensili di Antonello Scotti e Eugenia e nell’erranza dello sguardo fotografico che invita a farsi attraversamento e approdo d’un mare che fa tutto più prossimo e connesso. Approdo che, proprio come per l’arrivo al Monte Echia, risponde al richiamo beneaugurale di uno stendardo: quello di Matteo Fraterno e del suo San Demetrio di Tessalonica che diviene pure icona di una religiosità combattuta (dai romani poi in terra greca). Simboliche sacre che tornano con Mary Zygouri ad un immaginario che invoca la memoria di chi vive e ha vissuto quei luoghi perché la cultura prodotta e stratificata possa ancora parlare del divino e del sacro e ritrovare nella simbolica quotidiana un rapporto ancestrale con il buio delle cave e la luce dell’acropoli e della sua agorà. Proprio dell’acropoli abbiamo un percorso visivo tracciato dalle fotografie di Danilo Donzelli e, con le tele e le sculture di Arnò Boueilh, delle ‘macchine per vedere’ che aiutano a fare di questi luoghi degli spazi senza tempo e sempre straordinariamente appartenenti alla nostra contemporaneità. Come l’archivio delle memorie inventate di Emanuele Pacini e i ricordi raccolti da Carmela Covino e messi in forma di racconto proprio per giocare, ancora una volta, sulle stratificazioni che fanno della materia tufacea di cui è fatta la città anche il simbolo della natura ‘porosa’ di chi ne abita i luoghi. A chiudere l’itinerario, Dario Carmentano la cui opera è come una mappa elementare che aiuta a leggere la morfologia del Monte Echia con il tufo delle cavità, la scala che sale e fa da passaggio alla necropoli, la cupola dorata che segna i luoghi dell’acropoli e del culto alla dea Afrodite-Euploia.

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