Istituto Caselli – Real Fabbrica di Capodimonte

Un maggio, un 4 di maggio, che suona festoso anche per Materia Viva.

Materia Viva, il progetto ideato da Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone e promosso da F2Lab e Casa del Contemporaneo a partire da marzo 2021, riprende il suo programma di azioni di Arte Pubblica e Design per valorizzare “Il bello del mettersi all’opera dopo i Greci, i Borbone e Adriano Olivetti” e con maggio  2023 inaugura il recente partenariato con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il sostegno del suo direttore Paolo Giulierini insieme a quello di Obvia/ExtraMann che si uniscono al lavoro da sviluppare per Parthenope e l’itinerario che dalle cave di tufo, prime fabbriche di materiali da costruzione, arriva al Monte Echia e quindi al primo insediamento ad opera dei coloni greci, presumibilmente quelli provenienti da Eubea e il Peloponneso.

Lavori partiti il 4 maggio

Proprio al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 4 maggio è partito il lavoro avviato già l’anno passato per il quartiere di Chiaia, in particolare per renderne più visibile l’antica fondazione greca (risalente all’VIII e VII sec. A.C) e tracciare il percorso che dalle cave di tufo di Cappella Vecchia arriva fino all’acropoli su Pizzofalcone/Monte Echia, passando per la rampa e il giardino Caprioli, e la necropoli di via Nicotera. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ha aderito al progetto Materia Viva, supporta il lavoro di studio e progettazione degli artisti e dei designer coinvolti, condividendo con tutto il gruppo di lavoro conoscenze derivanti dagli scavi e dai reperti archeologici che riguardano proprio l’area della necropoli da cui si fa risalire Parthenope/Palepoli. In particolare con il supporto del MANN, come sostiene lo stesso Direttore Giulierini, “l’archeologia trova alleanze con le discipline e le pratiche dell’Arte e del Design per contribuire a conoscere un’area archeologica e riconoscerla autenticamente come patrimonio e bene comune”.

Il workshop contribuisce a Materia Viva

Al lavoro la prof. Carla Langella del Dipartimento di Architettura della Federico II, altro partner di Materia Viva, che con il gruppo di studenti del Corso internazionale di Design for the Built Environment  prospetta di realizzare “progetti di installazioni analogiche e interattive, artefatti digitali, arredi per interni ed esterni e dispositivi grafici da concepire per raccontare le storie dei luoghi, gli strati di storia e di materia e restituire loro il valore e l’attenzione che meritano. Artefatti di design speculativo e sperimentale che intendono rendere visibile l’invisibile, dando luce e voce alla materia e alla memoria dei luoghi. Un ruolo particolarmente significativo verrà assunto dal tufo giallo napoletano, materiale emblema della costruzione stratificata della città di Napoli. Materiale che costituisce l’ossatura del sistema orografico di Parthenope e Neapolis e più ampiamente di tutta l’area flegrea, prodotto da un’eruzione vulcanica che risale a 15.000 anni fa”. Il workshop contribuisce a Materia Viva e si unisce al lavoro che vedrà all’opera anche un gruppo di artisti e artiste (per ora: Matteo Fraterno, Mary Zygouri, Giulia Piscitelli, Maurizio Elettrico, Antonello Scotti, Matteo Vinti): la cui ricerca e sensibilità tocca i luoghi e i temi legati a Parthenope e alla sua memoria materiale. “Un lavoro d’insieme – dicono Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone – che conta di coinvolgere tutta la comunità locale e le Istituzioni della città insieme al suo tessuto produttivo, perché Materia Viva utilizza l’Arte e il Design come dispositivi per rigenerare spazi sociali e il loro valore materiale e immateriale”.

I laboratori di produzione

Si annuncia ricco il lavoro che vede collaborare in veste di ‘laboratori di produzione’, oltre agli stessi partner Casa del Contemporaneo, Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte, anche brand del mondo del design come Domenico Diego (Otto Studio) e Simone Piva, e poi aziende come AuxilioLabs, Fonderia Nolana e FabLab DREAM di Città della Scienza, insieme ad Obvia/extraMann coordinato da Daniela Savy. “Siamo felici – dicono Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone – perché il progetto Materia Viva mette insieme energie produttive e creative molto significative. Tra giugno e settembre 2023 i due gruppi confluiranno in un lavoro di messa nello spazio temporanea e permanente con: la mostra – tra le vetrine delle attività commerciali e produttive presenti lungo l’itinerario tracciato – degli oggetti di design progettati e realizzati in senso site specific; le performance e le azioni pubbliche di coinvolgimento del quartiere; le installazioni permanenti di opere di arte e design di rigenerazione urbana e sociale”.

In occasione della prossima apertura al Museo Archeologico Nazionale di Napoli della sala reperti della Acropoli di Monte Echia, con Materia Viva l’arte e il design prodotti ad hoc contribuiscono al lavoro di valorizzazione della matrice greca più antica collegata al territorio di Chiaia e alla collina di Pizzofalcone per far conoscere e riconoscere nella matrice greca della città una stretta connessione tra cultura materiale e cultura estetica.

Condividi su:
Facebook
Twitter
LinkedIn